Carissimi, come ben sapete, uno degli obiettivi primari del nostro Progetto "Pinocchio nella rete" è proprio quello della collaborazione...

... in questa ottica quindi aggiungo qui un mio piccolo lavoro, in rima baciata, che desidero condividere con tutti voi e che ha bisogno, indubbiamente, di ritocchi, cambiamenti, aggiustamenti.

Vi invito caldamente a partecipare, anche con i vostri alunni e/o discenti, parenti, amici, vicini di casa...

Provate a creare anche voi, dei liberi pensieri, delle rime, baciate e non, delle poesie, così come hanno già molti altri colleghi ed amici.

Sono ben accetti anche lavori "contenuti", meglio se rralizzati dai discenti ma, anche se solamente personali, sono e saranno sempre i benvenuti.

Eccovi il mio piccolo e modestissimo lavoro. A voi il "divertimento" di elaborarlo/cambiarlo, smontarlo, aggiustarlo, integrarlo, eccetera:



http://www.xtranormal.com/watch/11450677/fm%20mono%20eng



Caro Carlo Collodi
Non ti posso far che lodi.

In realtà il tuo nome è Carlo Lorenzini
e la tua Opera è per grandi e per piccini.

Con piacere quindi mi diletto
a rimar sul figlioletto.

Tu Pinocchio l’hai chiamato
Te lo sei certo inventato.

Un giorno poi… l’hai ”creato “
Attraverso un papà beato.

Hai ideato un pupazzetto
per sfida o per diletto?

Marionetta? No davvero!
Burattino? Son sincero...

C’è un po’ di confusione
e lo dico con passione...

Senza fili il burattino
pare proprio già un bambino.


È così che l’hai “finito”
Ma non era erudito.

Attraverso papà Geppetto
l'hai creato con diletto.

Di legno lui l’ha scolpito
lisciato, dipinto, rifinito;

poi un calcio lui gli ha dato
e Geppetto ha pensato al fato.

Burattino dispettoso...
non gli ha concesso riposo.

Tante bugie lui diceva
Ed il naso gli cresceva.

Ha creato solo dispiaceri
ma l’ha fatto prima di ieri.

Nel tempo si è ravveduto
E così lui è cresciuto.

La scuola ha frequentato,
per il babbo ha lavorato.


La Fata Turchina,
sempre a lui vicina,

l’ha trasformato in bambino
educato e non birichino.

L'amico grillo parlante
ne ha consigliate tante...

di corrette soluzioni
ma sol per bimbi buoni.

La volpe ed il gatto
con lui hanno fatto un patto...

seppellire le monete,
che non erano segrete.

Gli hanno insegnato
a scavar nel prato.

Nel campo dei miracoli
c’erano solo ostacoli:

zecchini a non finire?
No! Dovevano sparire.


Pinocchio... ha incontrato Mangiafuoco
per tanto e non per poco...

Il burattinaio per lui si è commosso
ha starnutito a più non posso.

Anziché bruciare un burattino,
per cuocere il cibo per benino,

Pinocchio ha ascoltato
e si è subito emozionato.

5 zecchini per aiutar Geppetto
ha donato al pupazzetto,

burattino volevo dire
per poter poi proseguire.

Pinocchio ha incontrato un serpente,
si è “scontrato” con tanta gente,

anche la fame ha dovuto patire
ed ha fatto errori a non finire.

Nel Paese dei Balocchi è stato
finché in asino si è tramutato.


Con Lucignolo, fedele amico,
quanti errori, non vi dico...

Nel pescecane infine è entrato
e lì Geppetto ha ritrovato.

Dopo l'ennesima avventura
ha vinto anche la paura.

Giunto col padre alla riva
aveva compreso che lì non finiva...

... la sua oramai triste storia
che l'avrebbe portato alla gloria.

Pinocchio quindi ci ha fatto lezione...
... abbiamo usato con passione,

software e servizi online infiniti,
tutti rigorosamente gratuiti.

Abbiamo conosciuto il Web due punto zero
documentato ed imparato per davvero.

Insegnanti e genitori sono contenti
e lo raccontano ai quattro venti.

Pinocchio nella rete,
oramai lo sapete,

è il nome del Progetto
ed il buon papà Geppetto,

insieme a suo figlio ci ha aiutato
finchè abbiamo avuto fiato.

Qui, infine, termina la filastrocca
per poter tornare alla nostra bicocca,

a casa volevo dire
per così poter finire.



Pinocchio_1_001.jpg



PINOCCHIO

L’intento della composizione grafica è naturalmente il rappresentare il racconto di Pinocchio dello scrittore Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini (anche lui ai suoi tempi aveva un mondo virtuale… con un nick name). Lo scrittore è qui visto nelle figure della matita e del libro, essendo un patriota, il racconto è non solo una fiaba per bimbi ma una metafora sulla giovane società Italiana di allora e cade a pennello nell’anniversario dell’unita d’Italia. Al centro della composizione vediamo la classica figura di Pinocchio, si fonde nella mano di Mangiafuoco intento nell’agguantarlo a significare la propria parte di responsabilità nel farsi opprimere. Pinocchio gioca con delle sfere luminose impresse con dei simboli massoni nel rendere chiara la parte della massoneria nell’unita d’Italia. Il percorso, viaggio del burattino verso il diventare bimbo, umano, autonomo, maturo è costernato dalla maschera in alto in una morsa di dolore, nello sfondo si perde il paese dei balocchi. Nella parte destra vediamo le figure stilizzate del gatto e della volpe sfumate in una figura dolce armonica, la fata, nel dire il difficile distinguere i buoni tra i cattivi consigli, sullo sfondo il disegno di Lucignolo, l’amico e compagno.
DACO


La Storia di Pinocchio


Fu Pinocchio, da piccino.
Venne al mondo lì per lì.
Nacque da un ramo di pino,
che Geppetto ben scolpì.

Falegname molto esperto,
lo formò bel burattino.
Non pensava mai, di certo,
che sarebbe, poi, bambino.

Ma una Fata buona e bella,
dai capelli azzurro cielo,
gli ha donato la favella
l’ha coperto col suo velo.

Ed allora ha avuto mani,
gambe e cuore e movimenti.
Ha provato nuovi e strani,
commoventi sentimenti.

Non ascolta la saggezza
di quel buon grillo parlante;
lo minaccia con asprezza:
per lui è troppo petulante!

Così, assai disubbidiente,
bricconcello e malandrino,
è tornato, in men che niente,
per incanto, burattino.



Perdonato, per amore,
dalla Fata e da Geppetto,
ha riavuto anima e cuore,
ma insistito ha nel dispetto.

Ha incontrato Mangiafuoco,
Gatto, Volpe e gli zecchini.
È s’è dato tutto al gioco,
ove i ciuchi son bambini.

Tra bugie, sospiri, pianti,
somarello diventato,
ha deluso, ancor più avanti,
chi l’avea già perdonato.

Ed il babbo, poverino
l’ha cercato in tutto il mondo.
È partito un bel mattino
per l’Americhe, là in fondo.

Poi c’è stata la balena,
tanto fumo e uno… starnuto.
Or Pinocchio si dimena,
nuovo bimbo è divenuto.

La promessa è presto fatta:
sarà buono ed ubbidiente.
Vuoi la storia intera e intatta?
C’è Collodi, per docente!

Lido Pacciardi – 21/03/2011